Testi

BUZZI DI QUA, BUZZI DI LA’ (POLIPTOTO). Violetta Galaverna. 1997.


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Buzzi, sì, lo conosco, è quello che non si vede mai in giro. In confidenza (ve lo dico perché siamo soli): parrebbe che non viva di solo pane. Dicono che sia convinto che l’arte non si trovi nei luoghi deputati all’arte; che odi gallerie, critici, artisti e tutti coloro che frequentano artisti, critici e gallerie. Io mi salvo perché non sono un critico, sono semplicemente una donna, e Buzzi le ama (ma solo da solo).Buzzi che va in palestra, Buzzi che cucina l’orata, Buzzi che telefona e che poi si pente, Buzzi che a Milano non ci vuol venire, Buzzi con gli occhi chiusi incollato al tavolo o sui muri. Buzzi lo chiamano tutti Buzzi, invece di Carlo che sarebbe il suo nome di battesimo (e pure Alberto, forse); a Buzzi gli siamo amici un po’ perché ci fa comodo, un po’ perché ci paga o ci offre dell’internet, un altro po’ per pura amicizia disinteressata. Buzzi è uno che dovrebbe fare paura quando nei telefilm interpreta la parte del mostro, però sappiamo che non potrebbe torcerci un capello, né noi a lui. Solo Buzzi può Buzzi far tremare.

Violetta Galaverna 1997

About the author

Artista Pubblico

Carlo Alberto Buzzi è un artista italiano, conosciuto per i suoi interventi di public art nel contesto urbano.

Modus operandi
Carlo Buzzi si serve degli strumenti propri della comunicazione pubblicitaria. Opera interventi che coinvolgono il contesto urbano. Normalmente utilizza il comune poster tipografico. Un significativo numero di manifesti viene esposto in pubblica affissione. L’operazione è documentata fotograficamente. Il lavoro sarà in seguito formalizzato grazie alla produzione di un numero limitato di “quadri” (riproduzioni fotografiche, manifesti “strappati”).