Testi

PERISCOPIO 1998. Testo di Francesco Tedeschi. 1999.


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Il tipo di intervento di Carlo Buzzi è scoperto ed evidente, ma forse non così semplicemente definibile.

  1. Realizza immagini fotografiche in bianco e nero, di buona qualità, delle quali lui stesso è quasi sempre il soggetto, con accenti ironici e provocatori, attraverso la sua fisionomia così caratterizzata (occorre il phisique-du-rôle, in molti casi).
  2. Ne trae dei manifesti da affiggere.
  3. Li espone nelle strade, utilizzando i normali canali della pubblicità.
La sua operazione sembra arrestarsi a questo punto, con il suo volto, le sue espressioni che appaiono pubblicamente, in una sorta di autopromozione che pare voler mandare in cortocircuito il sistema della pubblicità.
In realtà il gioco prosegue, i manifesti vengono strappati, modificati, la loro “esposizione” riceve interventi anonimi che, attraverso lo scherno, entrano in rapporto con essi. Inoltre la casualità degli accostamenti che i manifesti ricevono sui muri propongono involontarie attribuzioni di significato.
Pur ammettendo il valore anche semplicemente ludico-ironico di un intervento rivolto a produrre una falsa pubblicità, ma che induce a riflettere sulla fotografia come strumento di distanziamento e di comunicazione e a ripensare al suo valore di documentazione temporale, resta ancora una scommessa, di cui forse nemmeno Buzzi può conoscere l’esito, relativa agli sviluppi successivi alla sua presenza murale: dall’annuncio di una mostra di Picasso al suo autoritratto come morto, poi incappucciato, col palloncino del chewing-gum, ora come mago.
Come di fronte a certe campagne pubblicitarie nascoste, restiamo in attesa della prossima traccia da decifrare, sapendo però che forse non ci condurrà a nulla…
Francesco Tedeschi, 1999

About the author

Artista Pubblico

Carlo Alberto Buzzi è un artista italiano, conosciuto per i suoi interventi di public art nel contesto urbano.

Modus operandi
Carlo Buzzi si serve degli strumenti propri della comunicazione pubblicitaria. Opera interventi che coinvolgono il contesto urbano. Normalmente utilizza il comune poster tipografico. Un significativo numero di manifesti viene esposto in pubblica affissione. L’operazione è documentata fotograficamente. Il lavoro sarà in seguito formalizzato grazie alla produzione di un numero limitato di “quadri” (riproduzioni fotografiche, manifesti “strappati”).